I Centri per l’Impiego sono utili?

Servono ancora o sono mai serviti per trovare lavoro? Sono diversi gli interrogativi legati a queste strutture molto discusse. Si è tornato a parlarne, in particolare, alla luce del reddito di cittadinanza, provvedimento che, oltre a garantire un sussidio economico a soggetti senza lavoro e con difficoltà economiche, prevede la riorganizzazione ed il potenziamento dei Centri stessi.
Una missione non impossibile, ma molto complicata, considerando la situazione critica generale degli ex uffici di collocamento. Situazione che al sud appare quasi disastrosa.
La fotografia attuale dei Centri per l’Impiego, infatti, offre l’immagine di strutture con poco personale e non formato allo scopo. Gli impiegati italiani risultano essere un decimo rispetto, per esempio, alla Germania e sono per lo più impegnati in pratiche e scartoffie burocratiche, penalizzando orientamento e formazione.

Per avere un quadro della situazione più chiaro ed esaustivo, ci siamo recati al Centro per l’Impiego di Sala Consilina.
La prima cosa che salta all’occhio, entrando nella struttura, sono i foglietti con annunci (alcuni scritti a penna, altri al pc) posti sull’apposita bacheca da piccoli imprenditori, commercianti e liberi professionisti del posto che sono, o meglio erano, alla ricerca di figure. Alcuni degli annunci, infatti, sono relativi a diversi mesi fa.
Di certo non il modo più innovativo per far incrociare domanda e offerta.
Allo sportello i dipendenti (di mezza età) evidenziano le difficoltà, facendo riferimento a strumenti, apparecchiature e programmi obsoleti.
Difficoltà rimarcate anche dalla responsabile del Centro salese. “Si fa quel che si può - sottolinea. La politica non agevola le nostre strutture. Le aziende si rivolgono maggiormente alle agenzie private per selezionare le figure necessarie, perché risulta più conveniente”. E in merito al reddito di cittadinanza dice: “Si fa fatica a capire come si possa arrivare ad offrire opportunità di lavoro a chi percepirebbe il sussidio. Se si vuole fare, si dovrebbe intervenire pesantemente e far si che le imprese possano permettersi di assumere più agevolmente e siano incentivate a rivolgersi a noi”