Il lampionaio aveva il compito di accendere e spegnere, ad orari prestabiliti, i lampioni ad olio o a gas delle vie e delle pubbliche piazze.

Fino alla fine del 1600 le città erano prive di illuminazione, quindi pericolose. Subito dopo il tramonto, al suono dell’Ave Maria, si chiudevano le porte delle mura cittadine e con l’oscurità iniziava il coprifuoco. La ronda notturna girava armata, illuminando con le fiaccole le strade principali, ma gran parte della città rimaneva al buio. Con l’arrivo della lampada ad olio, poi, l’illuminazione pubblica ebbe un notevole impulso e l’accensione, lo spegnimento e la manutenzione delle lampade erano affidati ai lampionai. Queste figure, appena calava il sole, scala in spalla o muniti di un’asta con del materiale infiammabile sulla punta, passavano ad accendere tutti i lampioni. All’alba rifacevano il giro per spegnerli con un’altra asta munita all’estremità di un oggetto di lamiera simile ad un imbuto rovesciato. La figura del lampionaio, con la graduale diffusione dell’energia elettrica, è andata progressivamente in declino e con la fine della II Guerra Mondiale è andata definitivamente in pensione.