Il nuovo rapporto della Caritas Italiana “Sulla povertà ed esclusione sociale in Italia” offre un quadro allarmante.

Il 2020 si può ribattezzare, infatti, come l’anno dei “nuovi poveri”, cioè persone cadute in povertà negli ultimi 12 mesi anche a causa della pandemia.
Si registra, al riguardo, un incremento del 44%  e di questi, 1/3 ha continuato a fare ricordo agli aiuti Caritas.
La quota dei poveri cronici (a carico della Caritas da 5 anni e più) è cresciuta del 25,6 %.

Nel 2020 Caritas italiana ha supportato 1,9 milioni di persone.
In particolare, rispetto al contrasto alla povertà solo in Italia si contano oltre 1 milione di poveri assoluti in più rispetto al pre- pandemia, arrivando al valore record di persone in stato di povertà assoluta di 5,6 milioni.
L'incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta al sud (9,4%), anche se la crescita più ampia, registrata da un anno all'altro, si colloca nelle regioni del nord (dal 5,8% al 7,6%).

“Da anni ormai - evidenzia la Caritas - la povertà assoluta è strettamente correlata all'età. Tende, cioè, ad aumentare al diminuire di quest'ultima tanto che l'incidenza maggiore si registra proprio tra bambini e ragazzi under 18 (13,5%).
In valore assoluto oggi in Italia si contano 1 milione 337mila minori che non hanno l'indispensabile per condurre una vita quotidiana dignitosa.
Tra i minori sono soprattutto ragazzi e adolescenti a sperimentare le maggiori criticità, in particolare le fasce 7-13 anni e 14-17 anni.
Tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” troviamo la Valle d'Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%).

Oggi, inoltre, ancora più della metà delle famiglie in povertà assoluta non riceve il Reddito di Cittadinanza. Si tratta soprattutto di famiglie povere che risiedono al nord, hanno figli minori ed un patrimonio mobiliare (risparmi) superiore alla soglia fissata come requisito di accesso.

Fonte: Rainews