Le infiltrazioni mafiose rappresentano un elemento preoccupanti per la filiera agroalimentare, in particolare con la ristorazione indebolita finanziariamente dalle conseguenze dell’emergenza Covid.

E’ quanto sottolinea la Coldiretti in riferimento all’ultima relazione semestrale della Dia. Alla luce del documento, le organizzazioni malavitose sarebbero arrivate a controllare 5000 locali  e l’agroalimentare sarebbe divenuto una delle aree prioritarie di investimento.

“Nell’agroalimentare - evidenzia la Coldiretti - pesa la crisi di liquidità generata dalla pandemia in molte strutture economiche che sono divenute più vulnerabili ai ricatti e all’usura Le operazioni delle Forze dell’Ordine – continua – svelano gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie.

In questo modo, quindi, la malavita si appropria di comparti dell’economia green, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto di minare l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy.

Fonte: coldiretti.it