Il made in Italy ha bisogno di artigiani, di persone preparate che sappiano usare le mani per lavorare il legno e la testa per usare macchine e software di ultima generazione.

A sottolinearlo è Giovanni Anzani, imprenditore lombardo e presidente della Fondazione Its Rosario Messina che ha dato vita al Polo formativo per i mestieri del legno di Lentate sul Seveso, in Brianza.

Al riguardo, la filiera industriale del legno-arredo dà lavoro a 320mila addetti, ma fa fatica a trovare figure professionali adeguate alle necessità delle aziende. “Mancano soprattutto export manager preparati per vendite all’estero - spiega il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini. Ma servono anche operai specializzati per gestire i macchinari a controllo numerico, che hanno bisogno di competenze specifiche. Mancano soprattutto - aggiunge - le competenze manuali, quindi tappezzieri, saldatori ed operai capaci di montare strutture in legno”.

Secondo le previsioni Excelsior elaborate da Unioncamere e Anpal, da quì al 2023 il fabbisogno di occupati dell’industria del legno-arredo è tra i 16mila e i 20mila occupati e oltre la metà è considerata dalle aziende ‘difficile da reperire’.
Un terzo delle assunzioni dovrebbe interessare giovani sotto i 29 anni. Secondo l’approfondimento, tra i profili professionali più difficili da reperire ci sono i saldatori elettrici (76,5% di difficoltà di reperimento), i tecnici informatici (75,2%), gli installatori (74,4%) e gli specialisti in marketing e ambito commerciale (64,1%).
Servono, ovviamente, anche designer e creativi. Insomma, è necessario intraprendere un nuovo percorso

Fonte: Il Sole24ore