Contributi a fondo perduto per imprese agricole.

E’ possibile richiedere incentivi fino a 20.000 euro per l'acquisto di beni materiali e immateriali nuovi per la trasformazione o la commercializzazione di prodotti agricoli.

Il beneficio può arrivare a coprire fino al 40 per cento dei costi ammissibili.

E’ necessario inviare il modulo di istanza via PEC al Ministero dello Sviluppo Economico.

Domande dal 23 maggio al 23 giugno, inviando il modello di domanda all’indirizzo  contributofia@pec.mise.gov.it.

Gli investimenti innovativi oggetto dell’agevolazione devono rispettare i seguenti requisiti:

• essere inerenti alla trasformazione di prodotti agricoli o alla commercializzazione di prodotti agricoli, sono esclusi quelli che riguardano la produzione agricola primaria;
• essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione;
• essere ultimati entro 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione;
• essere mantenuti, per almeno 3 anni dalla data di erogazione del saldo del contributo o, se successiva, dalla data di installazione dell’ultimo bene agevolato, nel territorio della regione in cui è ubicata la sede legale o l’unità locale agevolata.

Si ha diritto a contributi a fondo perduto fino a 20.000 euro, pari al 30 per cento delle spese ammissibili, o del 40 per cento nel caso di spese riferite all’acquisto di beni strumentali, materiali o immateriali, compresi negli allegati A o B della legge n. 232/2016.

Per poter presentare domanda di accesso ai contributi a fondo perduto, le imprese agricole devono rispondere ai seguenti requisiti:

• essere di micro, piccola e media dimensione;
• essere regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese – sezione speciale imprese agricole – della Camera di commercio territorialmente competente;
• avere la sede legale o un’unità locale sul territorio nazionale;
• essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
• non risultare come imprese in difficoltà;
• non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegittimi o incompatibili dalla Commissione europea.

Per maggiori informazioni clicca  Quì.