La misura “Resto al Sud” amplia la platea dei beneficiari.

L’età di coloro che possono accedere ai finanziamenti, infatti, si alza da 45 a 55.
È la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2021, che ha innalzato a 55 anni il precedente limite di 45, con l’obiettivo di sostenere i 50enni, una delle categorie più in sofferenza del mercato del lavoro.

Si aprono, quindi, nuovi scenari di intervento per lo strumento agevolativo gestito da Invitalia. Si parte dalle iniziative di workers byout (ex dipendenti che si associano per creare una nuova impresa in grado di “rigenerare” la loro azienda entrata in crisi) a quelle avviate da donne, dalle nuove attività intraprese da ex dirigenti in esubero a quelle in grado di investire sullo scambio inter-generazionale.

“Resto al sud” rappresenta uno strumento che, anche grazie al progressivo potenziamento nel tempo, si è tradotto nell’apertura alle libere professioni, nell’estensione dell’ambito geografico di intervento e nella maggiore incidenza del fondo perduto, che è salito al 50%  (l’altra metà è erogata come finanziamento bancario a tasso zero. Le agevolazioni coprono il 100% delle spese di start up o sviluppo d’impresa, con un finanziamento massimo che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da 4 soci.

“Resto al Sud” è operativo in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia  e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). Le domande possono essere presentate online, attraverso la piattaforma web di Invitalia. Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. I progetti vengono valutati in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione.
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