Gli studenti italiani sono tra i peggiori al mondo nei test Invalsi (prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento in varie materie).

A dirlo è il Global Teacher Status Index. L’Italia, infatti, si piazza al 34° posto su 35 Paesi, in relazione alla prestazione scolastiche. Altro dato allarmante quello secondo cui i professori italiani sono tra i meno rispettati dagli alunni. Peggio di noi solo Israele e Brasile.
Se si aggiunge il fatto che, a livello di laureati, l’Italia è il penultimo Paese dell’Unione Europea, per la percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni di età che hanno conseguito la laurea (27%), il quadro diventa pressochè desolante. Secondo dati Eurostat, infatti, solo la Romania è più indietro. La media Ue dei 30-34enni laureati è del 39,9%. Gli uomini italiani di questa fascia d’età risultano i meno istruiti d’Europa. I più istruiti in assoluto sono i 30-34enni e le 30-34enni della Lituania, al 58%. Seguono i ciprioti (55,8%), gli irlandesi (53,5%) e i lussemburghesi (52,7%). Tra i grandi Paesi il Regno Unito è al 48,3%, la Francia al 44,3%, la Spagna al 41,2% e la Germania al 34%.

Qualcuno, tuttavia, potrebbe chiedersi a cosa servirebbe un più alto numero di laureati in Italia, visto che molti non trovano lavorano e sono poi costretti a cambiare nazione. Una risposta a questa domanda non c’è. L’unico consiglio che forse si può dare e può risultare efficace, è di scegliere percorsi di studio e Facoltà che assicurino quasi al 100% di lavorare subito. In tale ottica le discipline matematiche/scientifiche sono le più indicate