L'acquavitaro era un ambulante che d'inverno vendeva acquavite (bevanda ad alta gradazione alcolica ottenuta per distillazione del vino), mentre d'estate vendeva acqua fredda.


Era un mestiere invernale, ma soprattutto serale, praticato, in particolare, nel sud Italia. Si svolgeva, infatti, dalle 9 di sera alle 10 del mattino, allo scopo di offrire confortevoli sorsi  alle anime che popolavano le notti.
Tra i clienti vi erano i cocchieri  assonnati e infreddoliti. Le bottiglie di liquore erano allineate negli scomparti di una cassetta appesa al collo mediante una cinghia di cuoio, accanto ai bicchieri detti “prese”. Un piccolo imbuto serviva all’acquavitaro per travasare i liquori da una bottiglietta all’altra. La merce era rischiarata dai raggi di una semplice candela o di un lanternino. Uno dei liquori più richiesti era l’ anice.