Lo stagnino era la figura che si occupava degli oggetti di rame.

Oggetti che, con il passare del tempo, si ossidavano e riportavano in superficie il “verderame”, una patina colorata dannosa.
Lo stagnino copriva l’interno delle pentole con lo stagno, elemento neutro, che non rilasciava sostanze tossiche e non alterava i sapori degli alimenti. Per effettuare l’operazione in modo corretto, l’artigiano seguiva un procedimento lungo e minuzioso. Gli stagnini possedevano una bottega. Alcuni, oltre a riparare oggetti d’uso domestico, creavano anche strumenti utili in casa, come caffettiere, imbuti, secchi e contenitori vari.
Il progresso ha fatto sì che questa figura tramontasse e fosse sostituita da macchinari sempre più rapidi per la riparazione o da nuovi oggetti pronti per essere usati e buttati. Bisogna poi aggiungere che il pentolame di oggi è quasi tutto in acciaio o in materiale antiaderente e non più di rame